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ANTICHI RIMEDI CINESI

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SANI IN OGNI STAGIONE. LA PRIMAVERA.
Prima parte.

La primavera inizia con il giorno dell’inizio della primavera (Iichun) che cade il 4 o il 5 febbraio e termina con lixia, il 6 o 7 maggio. La natura si rianima nel segno della nascita o della crescita. L’uomo dovrebbe cambiare le sue abitudini, andando più tardi a dormire e svegliandosi presto, facendo del movimento all’aria aperta e indossando abiti ampi e leggeri.

 

Anche nella sfera del pensiero si dovrebbe dare spazio al tema della crescita, nello Huangdi Neijing si legge:
“Lasciar vivere e non uccidere, dare e non prendere, premiare e non punire”.
Nell’antichità la primavera era anche il momento in cui, durante le feste al tempio, venivano liberati gli uccelli tenuti in gabbia. Scopo di tutto questo è quello di rafforzare energia YANG, compresa nel concetto di crescita.
Chi intralcia o reprime questo sviluppo indebolisce il fegato, che è l’organo del QI della crescita. Il fegato è associato all’elemento Legno e chi non cura l’elemento Legno in primavera priva il fuoco estivo del suo nutrimento e da ciò si potrebbe sviluppare in estate malattie del freddo, poiché il fuoco non riesce ad ardere.

Le prime belle giornate di primavera sono ingannevoli e ci spingano a uscire con indosso vestiti leggeri. Questo può essere un momento pericoloso per la salute. Un proverbio cinese dice:
“In primavera coprite come una mummia, in autunno rabbrividisci un pochino”.
Il corpo, dopo aver attraversato l’inverno, dominato dallo Yin, non si è ancora adeguato ai cambiamenti. Abbiamo trascorso maggior parte delle fredde giornate invernali in ambienti ben riscaldati e siamo quindi particolarmente sensibili. La cautela è d’obbligo. In autunno invece il corpo ha accumulato calore e Yang e può affrontare meglio le prime giornate di freddo, inoltre è bene che si irrobustisca ancora un po’ prima dell’arrivo dell’inverno.

Anche l’alimentazione dovrebbe adeguarsi alla stagione primaverile. In inverno il corpo ha assunto molti grassi attraverso cibi pesanti e relativamente poveri di vitamine, e si sono accumulati calore interno e muco. In primavera si dovrebbe cercare di eliminare attraverso il consumo di verdure fresche a foglia larga, come per esempio spinaci, sedano e cavolo. La carne può scomparire per qualche tempo dal nostro menù, in compenso si dovrebbe insaporire i piatti vegetali con fresche spezie come lo zenzero fresco o le bucce di mandarino essiccate che aiutano a smaltire l’eccesso di umidità nel corpo.

Tratto dal libro “Antichi rimedi cinesi”, Susanne Hornfeck, Nelly Ma.


PRIMAVERA – disintossica l’organismo!

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DEPURAZIONE DI PRIMAVERA: DISINTOSSICA L’ORGANISMO PARTENDO DALL’INTESTINO

                                                La primavera è il modo in cui la natura dice “facciamo festa”.

                                                                                                                     (Robin Williams)

La sedentarietà e l’alimentazione eccessivamente ricca tipiche della stagione fredda portano l’organismo a produrre più tossine di quante ne riesca a smaltire, causando un accumulo di sostanze nocive.

La luce primaverile e l’aria tiepida, se da un lato risvegliano le energie, dall’altro mettono in moto anche le tossine accumulate: questo può provocare sintomi a carico dell’apparato digerente come pancia gonfia, difficoltà digestive, stipsi, meteorismo, alitosi oltre a disturbi tipici di questo periodo come alterazioni del sonno, cambiamenti di umore, mancanza di concentrazione, mal di testa, spossatezza, problemi alla pelle e maggiore suscettibilità a contrarre infezioni, soprattutto quelle che coinvolgono l’area urogenitale.

Con l’arrivo della bella stagione si avverte la necessità di disintossicarsi: la depurazione di primavera è una pratica molto antica, che permette di alleggerire l’organismo e liberarlo da tutte le scorie e sostanze nocive accumulate in inverno, supportare la funzionalità intestinale e, di conseguenza, anche le difese immunitarie, rendendoci più pronti ed efficaci nel contrastare le aggressioni microbiche e attenuando anche i sintomi delle manifestazioni allergiche come la rinite e l’asma.

Depurarel’intestino per permettere al fegato e al sistema immunitario di lavorare correttamente
Quando si pensa ad un percorso di disintossicazione da intraprendere con l’arrivo della primavera, tradizionalmente si pensa al fegato. In effetti è uno degli organi emuntori più importanti poiché ha il compito di pulire, “costruire” il sangue, conservarlo e distribuirlo nei vari distretti corporei. Per lavorare in maniera efficace, il fegato però ha bisogno che l’apparato digerente nel suo complesso sia depurato e in equilibrio: se l’apparato digerente non lavora correttamente, si verifica un accumulo di componenti parzialmente digerite che per l’organismo risultano come tossine e scorie, e che comportano un sovraccarico degli organi emuntori.

Disintossicarsi concentrandosi solo sul fegato è, quindi, un’azione inefficace: si disintossica un organo deputato alla depurazione, ma non ci si occupa della causa a monte, cioè sulla necessità di depurare l’intestino e riportare in equilibrio l’intero ecosistema intestinale.

La disintossicazione intestinale permette, invece, all’organismo di eliminare le tossine, le quali se non vengono correttamente smaltite, diventano causa di stati infiammatori anche in distretti corporei distanti dall’apparato digerente. Inoltre, un intestino pulito favorisce e ottimizza l’assorbimento dei nutrienti alimentari, promuove il proliferare della flora batterica benefica, e svolge un ruolo attivo nel rafforzare e mantenere in salute tutto il sistema immunitario, permettendo anche al fegato di lavorare correttamente.

La dieta disintossicante: alimenti sì, alimenti no e l’importanza dell’acqua
Il nostro benessere passa attraverso ciò di cui ci nutriamo. La scelta di intraprendere un periodo di depurazione passa quindi anche attraverso un’alimentazione adeguata e finalizzata alla disintossicazione intestinale.

Gli alimenti da preferire per disintossicarsi sono la frutta e la verdura fresca biologica di stagione, i cereali integrali (riso, mais, teff, miglio, farro, orzo, avena, segale, kamut), gli pseudo cereali (quinoa, amaranto, grano saraceno) e i legumi (ad esempio lenticchie, piselli, ceci, fagioli, lupini) ma anche gli alimenti proteici vegetali (tofu). Noci, mandorle, nocciole, anacardi, pinoli e i semi oleaginosi (semi di lino, sesamo, girasole, zucca, chia) sono utili per il loro contenuto di omega 3, sostanze dal potere antinfiammatorio. Infine, il pesce, un alimento prezioso per il suo apporto nutrizionale, dovrebbe essere consumato 2 o 3 volte a settimana, prediligendo i pesci tipici del territorio, di piccola taglia, di mare aperto e non allevati, per evitare i rischi legati al bioaccumulo di inquinanti.

Gli alimenti da evitare sono il latte e i suoi derivati, la carne, gli zuccheri e i carboidrati raffinati, tutti i cibi industriali, conservati, confezionati per l’effetto pro-infiammatorio e intossicante dell’intestino.

Infine va ricordato che il processo di disintossicazione intestinale è più efficace se accompagnato da un’adeguata assunzione di acqua: l’acqua è il mezzo con cui vengono eliminati i prodotti di rifiuto del nostro metabolismo e le sostanze nocive derivate da errori alimentari, dall’inquinamento ambientale, dall’abuso di farmaci e dallo stress. L’apporto ottimale di acqua è di 30 ml per chilo di peso corporeo: un adulto di 70 kg necessita di almeno 2.100 ml di acqua. È molto importante bere durante tutto l’arco della giornata, evitando di assumere grandi quantità di liquidi in un unico gesto. L’acqua va scelta con cura, prediligendo quelle con un residuo fisso a 180°C inferiore a 50 mg/L e un pH compreso tra 6 e 7.

 


Aglio un alimento curativo

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AGLIO

Nel corso dei secoli, i disturbi per i quali l’aglio è stato consigliato sono veramente numerosi. Per quanta riguarda alcuni di essi (come l’assenza di mestruazioni, la caduta dei capelli, l’epilessia…), il ricorso a questa pianta non è oggi francamente spiegabile alla luce delle moderne esperienze. Altre qualità dell’aglio, tuttavia, sono state ampiamente controllate e confermate.

L’aglio è utilissimo nella terapia e nella prevenzione dell’arteriosclerosi e delle malattie cardiovascolari, abbassa la pressione arteriosa e tonifica il muscolo cardiaco. Gli studi che confermano queste proprietà sono ormai conosciuti da più di 50 anni e vengono ulteriormente confermati dalla longevità delle popolazioni che fanno dell’aglio un largo uso.

L’aglio, inoltre, elimina il colesterolo dal circolo sanguigno e – aumentando la quota di colesterolo HDL – evita che questo grasso si depositi in placche sulla parete dei vasi arteriosi.

CONSIGLIO

Per togliere o almeno attenuare l’aroma dell’aglio che rimane in bocca alcuni masticano, alla fine del pasto, qualche fogliolina di ruta o di prezzemolo; oppure 2-3 chicche di caffè o qualche seme di anice, cumino, cardamomo, coriandolo; o, ancora, sgranocchiano una mela. Altri si sciacquano la bocca con un po’  d’acqua tiepida cui è stata aggiunta qualche goccia di olio essenziale di menta o di angelica. C’è anche chi, prima di usarli, lascia gli spicchi a bagno nell’aceto o si limita a strofinare con essi i piatti, invece di aggiungerli al cibo.

LE SUE PROPRIETA’

I principi attivi dell’aglio, veicolati dal sangue, sono trasportati fin nelle più lontane fibre dell’organismo. Quando il sangue viene poi filtrato attraverso gli organi preposti alla depurazione dell’organismo (principalmente i polmoni, la pelle e i reni) quelle stesse sostanze sono portate all’esterno dove vengono avvertite a livello olfattivo.

E’ proprio dall’ultimo contatto con questi organi che l’aglio può esercitare la sua attività antibatterica, disinfettante e diuretica. Tra le altri indicazioni terapeutiche vale la pena di sottolineare l’importanza dell’attività ipotensiva, spiegabile con la dilatazione dei piccoli vasi arteriosi e dei capillari, e la notissima e tradizionale proprietà vermifuga.

Meno conosciuti ma altre tanto interessanti sono l’azione riducente la glicemia, la stimolazione della tiroide (ad alte dosi sembra però prevale l’effetto apposto), l’azione antimalarica (una malattia ritorna d’attualità a causa dei viaggi nei Paesi esotici ), la protezione specifica contro i danni provocati dalla nicotina, una certa riduzione dei danni provocati dall’inquinamento ambientale e, infine, l’azione anticancerosa.

Gli studi effettuati sui roditori hanno dimostrato che l’assunzione di aglio, così come di cipolle, può riddure al minimo la perdita di massa ossea aumentando i livelli di estrogeni. L’assunzione di aglio e cipolle ha inoltre dimostrato di avere effetti benefici sull’osteoartrite.

L’impiego dell’aglio è anche oggetto di alcuni controindicazioni. In caso di dermatiti, herpes o irritazioni gastriche è opportuna una certa prudenza nel consumo perché si potrebbe incorrere in un fastidioso incremento sintomatologia. Anche le donne che allattano se ne devono astenere poiché questa aromatica impartisce un cattivo sapore al latte e può causare dolorose coliche nei neonati.

Qual è quindi la dose consigliata di aglio? Per ottenere i migliori benefici è sufficiente mangiare 1 spicchio d’aglio crudo al giorno.

IN PRATICA

Un modo un po’ particolare per assumere questo elemento è sotto forma di tè, ecco gli ingredienti per il tè all’aglio:

– 1 spicchio d’aglio biologico

– il succo di 1/2 lime o limone biologico

– 1 cucchiaino di miele biologico

Indicazioni: fate bollire un pentolino d’acqua e, nel frattempo, affettate sottilmente lo spicchio d’aglio. Mettete le fette d’aglio in una tazza e versatevi sopra l’acqua bollente. Coprite la tazza con un piattino e lasciate riposare per 10 min. Aggiungete il succo di mezzo lime e cucchiaino di miele.

Curiosità

In Guascogna il giorno del battesimo viene strofinato dell’aglio sulla lingua dei bambini. Tale usanza viene applicata per diffondere coraggio nei giovani e allo stesso tempo per migliorare la loro vita sessuale.

 

 

 


Dimmi che piedi hai e ti dirò quanto sei in salute

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DIMMI CHE PIEDI HAI E TI DIRO’ QUANTO SEI IN SALUTE

Salute dei piedi: chi deve preoccuparsi di più?

La relazione tra le nostre estremità e peso corporeo, diabete, circolazione sanguigna sono ormai un fatto certo. Un sondaggio dell’American Podiatric Medical Association ha rilevato che il 53% dei partecipanti accusava dolori ai piedi tanto da perdere in qualità della vita. I piedi, spiegano gli esperti, vanno curati fin da giovani.

Spesso si trascurano alcuni sintomi, ma i piedi poi presenteranno il conto più in là negli anni. Alcune categorie di persone, in particolare, dovrebbero fare ancora più attenzione: i soggetti obesi e in sovrappeso, per esempio, che sovraccaricano eccessivamente gli arti inferiori generando un superlavoro che può essere responsabile di varie forme di infiammazione come fascite plantare, tallonite, dito a martello e calli.

C’è poi la circolazione, altra “croce” per i piedi. Il livello di allarme deve essere alto anche in questo caso e particolare attenzione deve prestarla chi ha i legamenti degli arti inferiori più deboli a causa di traumi o infiammazioni. Tendiniti e artriti sono invece il rischio maggiore per chi ha i “piedi piatti”, a causa della cattiva distribuzione del peso corporeo. Un discorso a parte meritano le signore: i tacchi a spillo sono una vera spina nel fianco che rischia di provocare calli, ma anche neuromi e il cosiddetto dito a martello. Il consiglio degli esperti è quindi quello di “monitorare” i piedi e le malattie a loro collegati per programmare la giusta attività fisica, sempre indispensabile.Adoperare scarpe adatte alla forma e alla struttura del piede è di aiuto, quasi quanto curare l`igiene delle estremità inferiori, soprattutto se si indossano le calzature per molto tempo o si frequentano piscine o luoghi in cui possono proliferare funghi e batteri.

L`ultimo accorgimento da adottare è la passeggiata serale, da fare con le scarpe basse, che aiuta la digestione, fa diminuire di peso e concilia il sonno. In questo modo i piedi, assicurano i podologi, si mantengono più giovani e più a lungo.


DISTURBI ALIMENTARI: COME AGIRE CON LA RIFLESSOLOGIA

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DISTURBI ALIMENTARI: COME AGIRE CON LA RIFLESSOLOGIA

Torno a parlare di riflessologia usata per curare i disturbi alimentari: spigo più nel dettaglio come la riflessologia plantare può aiutare per agire contro anoressia, bulimia ed altri disturbi alimentari

Con la riflessologia migliorano le condizioni generali dell’organismo. Nell’ambito strettamente legato ai disturbi alimentari posso affermare che si ottengono risultati molto positivi, ad esempio, nelle disfunzioni della tiroide e del pancreas, con conseguente miglioramento del metabolismo. La riflessologia del piede stimola gli organi emuntori (fegato, intestino, reni, polmoni, pelle) riattivando la loro capacità di drenare le tossine e di eliminarle. Come conseguenza, tutto l’organismo ritrova energia, maggiore vitalità.
Si possono avere benefici sulle situazioni di digestione lenta o iperacidità gastrica, colite, sindrome dell’intestino irritabile, stipsi, incluso il malfunzionamento di cardias, piloro e valvola ileo-cecale. Anche la cellulite e il ristagno linfatico giovano dell’aiuto del riflessologo.

Quante sedute occorrono generalmente per ottenere dei miglioramenti?

Solitamente un ciclo completo di riflessologia è composto di 10-12 sedute. I primi risultati si possono apprezzare dopo le prime 3-4 sedute. La cadenza, all’inizio, è settimanale. Generalmente le prime settimane si tende a fare sedute ravvicinate, bisettimanali, per poi passare alla seduta settimanale e/o quindicinale o mensile. Occorre valutare caso per caso.

Per problemi di “vecchia data” possono servire più sedute. L’organismo viene stimolato e la risposta è prettamente individuale. Certo che se ci si sottopone a sedute di riflessologia e poi non si curano gli altri aspetti che hanno portato allo squilibrio alimentare o di peso (cattive abitudini alimentari, mancanza di movimento, rapporto conflittuale con il cibo, per esempio) occorrono molte più sedute e non si può garantire alcun risultato.
E’ importante sottolineare che dopo le prime sedute, per poco tempo, ci può essere un peggioramento dei sintomi, questo accade perché la riflessologia “lavora” con lo stesso principio dell’omeopatia e quindi, l’organismo per rimettersi in equilibrio ha bisogno di “tirare fuori” vecchi disturbi e di fare un super lavoro. In genere gli effetti “negativi” durano qualche ora.

Un consiglio generico per la fame nervosa.

Consiglio di fare tutte le sere un pediluvio con sale marino e, dopo, un auto massaggio dei piedi. E’ un’operazione rilassante che attenua la fame nervosa e stimola la circolazione, portando beneficio a tutto il corpo.

Illustro alcune correlazioni tra il problema e le zone doloranti o da massaggiare.

Ad esempio, il pancreas si massaggia spesso per motivi di nervosismo somatizzato a livello gastrico. Il piloro duole per motivi di origine nervosa. Il duodeno duole in caso di difficoltà digestive, gastrite, ulcera duodenale. La valvola ileocecale duole per disturbi di origine nervosa.

 

 

 


Filosofia del piede: Cielo e Terra

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MANI, PIEDI e CORPO: una relazione speciale

Mani e piedi sono parti del corpo che hanno una relazione speciale; nessun altro organo sensoriale arriva a toccare il mondo intorno a noi, a viaggiarci e a manipolarlo. L’esigenza di stare eretti su due piedi richiede una comunicazione speciale fra i piedi, mani e resto del corpo;”il linguaggio” che il corpo usa per effettuate ciò, è in pressione sul fondo dei piedi. Questa forma di comunicazione è indubbiamente silenziosa, ma di vitale importanza perché determina la nostra sopravvivenza.

Esiste inoltre un indissolubile legame tra mani, piede e corpo: mani e piedi forniscono i movimenti necessari mentre gli organi interni forniscono il “combustibile”; per un tale sistema sono necessarie comunicazioni e relazioni speciale. La riflessologia si inserisce tra la sensibilità di mani e piedi e le loro comunicazioni con il corpo, trasmettendo  messaggi di armonizzazione.

TESTA E PIEDI

Essi sono gli estremi del corpo e vivono in due “ambienti” diversi: infatti la testa sta nel CIELO, nell’aria, mentre i piede saldamente attaccati alla TERRA.

Nella filosofia cinese la testa la presenta la creatività, il principio delle idee, il pensiero, la mente, i colori chiari, Qi veloce, energia di elevata frequenza; mentre i piedi rappresentano la ricettività, il portare a compimento, la materialità, la radice, i colori scuri, il Qi lento, energia di bassa frequenza. Le mani sono gli strumenti che trasformano le idee in fatti concreti.

Terra e Cielo devono essere in equilibrio; la malattia di oggigiorno è causata proprio da questo equilibrio. L’uomo utilizza molto la mente per svolgere tutte le sue attività, quindi concentra molto la sua attenzione nella testa; al contrario ha perso la propria armonia perché  non ha più il contatto con la terra e quindi con la natura.

Abbiamo perso la coscienza della corporeità; siamo creativi intellettualmente ma si vive poco nel corpo (basta pensare all’era del computer o del lavoro meccanizzato); siamo attivi nel pensiero ma non nella manifestazione. Non siamo più in sintonia con la terra e con la natura.

Il dolore e la malattia in questo senso ci riportano ad avere attenzione per la parte corporea oltre che ascoltare di più noi stessi.

Inoltre in questa ottica chi massaggia il piede diventa simbolicamente la terra della persona che riceve il trattamento, mentre il piede è il conduttore, ciò che sta tra la terra e corpo, la Riflessologia agisce su questo conduttore.

Armonizzare il piede equivale ad armonizzare anche la persona sia nel suo aspetto terra che in quello cielo, sia nel corpo che nella mente. Il piede rappresenta la ricettività della persona perché rappresentano le radici, ecco perché la Riflessologia è efficace, perché agisce nella zona del corpo più predisposta a ricevere.

L’energia del Cielo passa attraverso la testa, l’energia della terra passa attraverso i piedi e dato che oggi l’uomo ha carenza di quest’ultimo elemento, stimolando la zona del corpo in diretto collegamento con la Terra si va a ristabilire l’armonia, appunto tra Cielo e Terra, cioè tra Yang e Yin.

In una seduta di Riflessologia il ricevente deve essere ricettivo e rilassato (YIN) e il terapeuta deve essere attivamente consapevole (YANG) di essere in quel momento la Terra del ricevente.

 


Perche bisogna fare digiuno?

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Per migliaia di anni si è ricorso al digiuno come terapia medica per favorire la disintossicazione e aiutare il corpo a riprendersi da qualsiasi problema di salute. Nell’antichità, tutti i popoli consideravano normale pratica del digiuno e tutte le religioni hanno proposto, o imposto, il digiuno come mezzo per raggiungere una migliore elevazione spirituale. 

 

Il digiuno si può definire un atto volontario di astensione dal cibo per periodi di tempo variabili. Molte delle tecniche mediche più antiche sviluppatesi  in tutto il mondo si basavano sul digiuno come strumento di guarigione e come mezzo per prevenire le malattie. Il padre della medicina occidentale, Ippocrate, scopri che il digiuno favoriva il rilassamento del corpo e, pertanto nei suoi iscritti ne esaltò l’incredibile potenziale curativo. Al termine del digiuno, chi lo ha praticato si attende di aver raggiunto un miglioramento delle sue condizioni psichiche e fisiche. Il digiuno è quindi una scelta consapevole e “positiva”.

Per elevare lo spirito

Nell’antichità, tutti popoli consideravano normale la pratica del digiuno e tutti religioni hanno proposto, o imposto, il digiuno come mezzo per raggiungere una migliore elevazione spirituale.

Digiuni rituali venivano praticati per rendere onore alle divinità, per favorire la buona sorte e l’intervento delle forze sovrannaturale a proprio favore prima di una importante impresa o, anche, per evitare disgrazie ritenuti probabili. Digiunava Pitagora (vissuto nel VI secolo a.C.), ricordato oggi quasi solamente per la “tavola” e i “teoremi” che da lui prendono il nome, ma che in realtà fu – oltre che valente matematico – anche un importantissimo filosofo, fondatore di una scuola nella quale le abitudini alimentari 8 estremamente parche e vegetariane) avevano un ruolo importante.

Anche la religione cristiana prevedeva fin dalle origini  che la pratica del digiuno fosse utilizzata, per esempio, per scacciare una presenza diabolica – imitando in questo proprio il Cristo, che digiunò nel deserto per quaranta giorni – o per prepararsi adeguatamente per festività pasquali.

E se non ci può essere dubbio che in questi contesti il digiuno assumeva caratteristiche prevalentemente penitenziali e simboliche, è pur sempre vero che chi aderiva a questi prescrizioni – rinunciando quindi a molte cattive abitudini e adottando uno stile alimentare più semplice e frugale – ne ricavava sicuri vantaggi per la propria salute.

Una potente disintossicazione

La principale conseguenza del digiuno è l’attivazione di una energia disintossicazione dell’organismo. Ciò significa che, digiunando, si favorisce l’eliminazione di sostanze tossiche dal corpo. Questa “pulizia” viene resa possibile dalla grande disponibilità  di energia che durante digiuno può essere indirizzata proprio alla realizzazione del processo depurativo, non essendo l’organismo impegnato nell’oneroso lavoro digestivo. Proprio in questo senso vanno interpretate molte sensazioni spiacevoli che subentrano nei primi giorni di digiuno; stanchezza estrema, mal di testa, nausee, palpitazione cardiache, vertigini, dolori articolari, disturbi visivi, sudorazioni anomale, episodi di diarrea, alito cattivo, crisi emorroidarie e altre situazioni a volte estremamente fastidiose e disturbanti sono evidentemente provocate dal passaggio  nel sangue e attraverso tutti gli organi del corpo delle tossine in via di eliminazione.

Per tossine si intende qui qualcosa di molto concreto. Non solamente, quindi, molecole estranee e dannose che interferiscono con i processi metabolici, ma anche veri  e propri “corpi estranei” rappresentati da fibromi uterini, ciste sebacee e verruche. Questi tessuti patologici vengono per primi utilizzati (e quindi eliminati) dall’organismo, che li impiega per far fronte alle sue necessità.

In questo processo di vera e propria “autodigestione”, l’organismo applica una precedenza che, evidentemente, tiene conto dell’importanza dei diversi tessuti del corpo. Per prime, quindi, vengono le parti patologiche, e il grasso. E’ questa la soglia del digiuno terapeutico, che non deve essere mai sorpassata. Viene pio interessata la muscolatura, la pelle e solo per ultimi – ma siamo qui, evidentemente, al limite della morte per consunzione – gli organi più nobili come il cuore e il midollo spinale.

Durata del digiuno

La durata di un digiuno di fatto dipende dallo stato di salute dell’individuo: quanto più si è sani, tanto più a lungo si può digiunare. Numerosi terapeuti raccomandano un digiuno della durata di due o tre giorni ad ogni cambio di stagione. Più comunemente, un digiuno a primavera è consigliato per depurare l’organismo dalle tossine accumulate durante la stagione invernale. Alcuni persone mettono in atto un digiuno preventivo una volta a settimana. Il digiuno più radicale è quello che prevede esclusivamente l’ingestione di acqua per un determinato lasso di tempo. E’ necessario consumare almeno 2,5 litri di acqua depurata al giorno.

Anche i digiuni a base di succhi sono diventati popolari. Non sono così impegnativi quanto quelli basati sul solo consumo di acqua perché gli zuccheri naturalmente presente nei succhi di verdura e di frutta prevengono l’insorgenza di chetosi. Tra i succhi più comuni  vi sono il succo di carota, di limone, di mela, di barbabietola, di sedano e varie bevande a base di alimenti verdi, quali l’erba di grano, la spirulina, l’erba d’orzo e altri alimenti particolarmente ricchi di clorofilla. E’ consigliabile consumare circa 2 litri di succhi freschi al giorno. Questo tipo di digiuno è indicato per coloro che digiunano per la prima volta o per quanti non possono sottrarre tempo sufficiente ai propri impegni per attuare un digiuno più intenso.

Come iniziare

E’ importante iniziare e terminare il digiuno in modo corretto. Il modo migliore a cominciare a ridurre gradualmente la quantità di alimenti consumati tre giorni prima di digiunare. Inoltre, è consigliabile evitare cibi pesanti quali prodotti caseari e carni. Il giorno precedente il digiuno, la dieta dovrebbe essere composta da elementi facilmente digeribili, come insalate leggere, minestre di ortaggi freschi, frutta e tisana.

Terminare nel modo migliore 

Il digiuno dovrebbe terminare in modo analogo ai giorni precedenti l’inizio. Si consiglia il passaggio ad alimenti leggeri per qualche giorno e poi introdurre gradualmente cibi più pesanti. E’ essenziale ricordarsi di continuare a bere molto acqua, in quanto il processo di disintossicazione sarà ancora in atto.

Sicurezza

Un digiuno che duri oltre due giorni deve essere supervisionato da un medico. Le persone con problemi di glicimia devono consultare un medico prima di iniziare qualsiasi tipo di digiuno, e tale regola vale anche per qualsiasi disturbo sistemico.

Durante il digiuno è essenziale concedersi molto riposo. L’esercizio fisico deve essere legero e le attività mentali poco impegnative. Nel complesso si raccomanda di scegliere il tipo di digiuno più adatto alle propri esigenze e al proprio stato di salute. Tale pratica costituisce realmente il modo più naturale di depurare e rigenerare il corpo.


Le potenzialità della Riflessologia Plantare

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La Riflessologia, è una terapia naturale che cura secondo il principio che ogni organo ha un suo punto corrispondente in altre zone del corpo che, opportunamente sollecitate, agiscono sull’organo stesso spingendo a reagire con una risposta automatica e involontaria.

Le potenzialità della Riflessologia Plantare

La Riflessologia plantare ha un alto potenziale di riuscita nel ritrovare il benessere psico fisico, questo è stato dimostrato in centinaia di studi  e ricerche, soprattuto fuori di dubbio che la sua pratica influenza positivamente:

  • il rilassamento
  • il rapporto con se stessi, la riduzione generale del dolore
  • il recupero da stati di convalescenza
  • a superare fasi transitorie femminili, come gravidanza e menopausa
  • il recupero post-operatorio

è di ausilio a cure mediche convenzionali

Relax

Dal momento in cui le mani del Riflessologo iniziano il loro lavoro, inizia il rilassamento, così come dimostrato dalla ricerca osservando l’attività cerebrale ed eseguendo una varietà di misurazioni delle onde cerebrali (EEG), queste dimostrano effetti incontestabili sul rilassamento corporeo.

La stimolazione con le tecniche di pressione della riflessologia riducono il livello della tensione fisica, come dimostrato da una ricerca utilizzando la misura la pressione sanguigna, la pressione sanguigna sistolica, pressione diastolica, la frequenza cardiaca, e l’ansia. Studi eseguiti durante una singola sessione hanno dimostrato che la riflessologia è un “…potente ansia-riduttore…”.

La riduzione del dolore

La riduzione del dolore è un risultato significativo nel lavoro riflessologico. Ventisette studi mostrano risultati positivi derivanti dal sottoporsi a trattamenti riflessologici, essi vanno dalla “differenza significativa” del dolore, fino alla notevole riduzione “pain.Of”. Gli studi dimostrano  che gli effetti sono osservabili su chiunque, inclusi gli individui di tutte età e condizioni di salute: le madri durante il parto, le donne mestruale, chi soffre spesso di sciatica e dolori acuti agli arti inferiori, i sofferenti alla schiena, i pazienti con calcoli renali, anziani e persone con dolore derivante da un intervente chirurgico. Tale varietà di casi trattati e sottoporsi a studi, ci conferma il forte impatto positivo derivante dalla pratica riflessologica.

La Riflessologia

dimostra di essere efficace per il 93% dei problemi di salute in una analisi di 8.096 casi di studio con 63 casi più gravi che destavano serie preoccupazione per la salute, e un altra analisi di 168 studi con 78 casi più gravi. Le situazioni che destavano preoccupazione erano di entità completamente diverse, andavano ad esempio da allergie a comportamento aggressivo nei bambini, da sindromi di vertigini a “uroshesis”, cioè poco controllo nell’urinare dopo aver subito un intervento chirurgico. 

Il recupero post-operatorio e la riduzione del dolore

Quindici studi condotti in otto paesi, all’interno di cliniche mediche convenzionali che hanno usufruito della riflessologia in aiuto  alla medicina, hanno confermato gli ottimi risultati ottenuti in ausilio a cure post-operatorie.Anche in campo medico si capisce l’importanza della riduzione del dolore, la riduzione dell’ansia e la riduzione dei tempi di recupero del paziente senza l’assunzione di ulteriori farmaci.

Più facile la gravidanza, il parto e il recupero post-partum

Le donne che hanno ricevuto la riflessologia durante il parto hanno utilizzato una quantità minore di analgesici. Inoltre, riflessologia ha mostrato un impato positivo sulla depressione post-partum, ansia, minzioni e problemi intestinali. I ricercatori cinesi hanno trovato che la riflessologia è di beneficio per le donne in tutto il periodo della gravidanza, dal concepimento al post-partum.

E’ rilevabile da studi condotti il miglioramento delle cure mediche in diabete, il dolore agli arti, che hanno perso l’utilizzo degli arti e pazienti emodializzati.

I pazienti con dolore agli arti, pazienti in emodialisi, soggetti diabetici, pazienti con neuropatia, e molte altre categorie di pazienti sono tra quelli il cui bisogno di aiuto superiore a quello disponibile attraverso le cure mediche convenzionali. La ricerca ha dimostrato che l’uso di riflessologia migliora le cure mediche per aiutare dove la medicina non può arrivare.

In aiuto alla cura della salute mentale (depressione, ansia, disturbo da stress post-traumatico)

Programmi di studio sugli effetti della Riflessologia dimostrano che essa è di grande aiuto i malati di mente, apportano i benefici unici. Operatori della salute mentale segnalano che il lavoro riflessologico fornisce molte vantaggi tra cui facilitare la comunicazione verso l’esterno consentendo al cliente di ritrovare la presenza verso di sé e l’ambiente in cui vive. Gli studi dimostrano effetti positivi ed importanti in casi di bambini aggressivi e anti-sociali, i bambini autistici; coloro che necessitano di sostegno emotivo; gli individui con sindrome post-traumatico da stress; persone con malattie grave e durature. La ricerca dimostra che la riflessologia può ridurre la depressione (11 studi) e l’ansia (9 studi).

Emma N.

liberamente tradotto da: http://www.riflexology-research.com/

 

 


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